2024.09
TESI – Window as a place
Insegnamento
Milano, IT

"Una volta intrapreso il percorso di studi in architettura questa piacevole passione per le finestre e per come vengono vissute, si è tramutata in una ricerca più consapevole, strettamente legata allo spazio che da esse deriva. In particolare, concependo la finestra come un elemento poliedrico così affascinante, è stato spontaneo chiedersi come essa potesse affermare in maniera ancora più decisa la sua presenza all'interno della casa".

Valentina Blancardi, autrice della tesi

ABSTRACT

Leggere la finestra come luogo dello stare, costituisce il principio di indagine di questa ricerca, che mira a sottolineare quanto sia fondamentale il ruolo di questo elemento all’interno delle mura domestiche. In questa lettura si cercherà di esplicitare come esso non sia solamente un dispositivo prettamente tecnologico, per cui la progettazione si riduce ad un semplice studio del valore della finestra unicamente come dispositivo tecnico, che rispetti solo i corretti rapporti normativi. Bensì come esso, attraverso un attento studio all’interno della storia dell’architettura, possa consistere in un vero e proprio luogo, uno spazio da vivere. Questa idea altro non è che una declinazione del tema dello spessore in architettura.
 La finestra abitata acquisisce così, attraverso lo “Spessore”, le sue qualità spaziali e sociali, in tal senso, per confermare questa ipotesi, vengono negate le caratteristiche inverse a quelle che costituiscono la finestra come luogo dello stare. L’idea è quella di negare l’immagine della finestra come semplice “apertura” che trova spazio all’interno di una facciata priva di spessore, adibita all’unico scopo di portare luce agli altri ambienti dello spazio abitabile, e priva di tutti quegli elementi che possano fornire l’atto più importante: quello della contemplazione del mondo esterno. Lo spessore caratterizza quindi la chiave di lettura della finestra abitata, la quale ha la possibilità di acquisire una molteplice natura a seconda delle caratteristiche spaziali che ne derivano.
 Uno degli scopi principali è dunque quello di analizzare quali siano gli elementi che rendono una finestra abitabile, e in quanto tale, come essa diventi luogo, un luogo dello stare che garantisce un continuo e costante rapporto tra la sfera pubblica della città e una più intima realtà della casa, permettendo così a colui che abita la finestra di vivere l'estremo spazio "limite" della casa.

CAPITOLO 1

ABITARE LA FINESTRA
1.1 L'importanza del limite
1.2 Lo spessore come mediatore
1.3 La finestra diventa luogo

Torre Nazari, Luis Castillo + Mercedes Miras, Almeria, 2010

Villa le Lac, Le Corbusier, Corseaux, 1924

Qualora lo spessore murario sia considerevole, la bucatura che da esso è sottesa (la finestra) assume anch'essa caratteristiche spaziali abitabili e socialmente sfruttabili. Vi è sempre stata una potenzialità implicita all'interno degli spessori murari consistenti, potenzialità largamente inespressa, in realtà capace di liberare una grande espressività e soprattutto un importante valore architettonico, in particolare modo quando questo “spessore" viene bucato. La finestra associata allo spessore murario acquisisce in modo naturale le caratteristiche di un luogo abitabile, di un nuovo spazio progettato all'interno delle mura residenziali."

Window as a place, p. 24

CAPITOLO 2

REATÀ A CONFRONTO
2.1 Le parole di Louis I. Kahn
2.2 La villa suburbana
2.3 La residenza urbana

Homes for Senior Citizens, Peter Zumthor, Chur, 1993

Fisher House, Louis I. Kahn, Hatboro, 1967

"La luce, definita da Kahn come “la vita della materia”, viene filtrata, si introduce all'interno di una stanza e attira a sé l'uomo e le sue attività. Seguendo quindi questo principio, che vede la luce come polo attrattore, la finestra, che costituisce l'elemento filtro che consente alla luce stessa di farsi spazio all'interno della casa, assume a sua volta una proprietà attrattiva. L’uomo, richiamato dalla luce, viene portato nei pressi della finestra ed è qui che inizia ad abitarla. D'altronde è proprio lo stesso Kahn a definire la finestra come uno degli elementi più “meravigliosi" di una stanza."

Window as a place, p. 30

CAPITOLO 3

LETTURA DEGLI ESEMPI
3.1 Luce e spazio. imparare da Louis I. Kahn
3.2 Finestra: estensione della casa nella natura
3.3 Tra pubblico e privato: vivere intorno alla finestra
3.4 La straordinaria socialità del bordo

Esherick House, Louis I. Kahn, Philadelphia, 1961

Drawing by Valentina Blancardi

Esherick House, Louis I. Kahn, Philadelphia, 1961

"La luce è il principio di ogni cosa. Delineando il limite tra visibile e invisibile, si impone come l’elemento fondamentale con il quale l’uomo è in grado di percepire la realtà."

Window as a place, p. 42

Disegno di Valentina Blancardi

Verbouwing Woning, NU architectuuratelier, Kessel-Lo, 2009

"È naturale pensare ad un binomio diretto tra luce e spazio, in quanto è proprio lo spazio a definire il valore di architettura attraverso la luce. Gli spazi determinati dalla luce, e di conseguenza dalla finestra, non possono che essere i più vivibili per l’uomo e i più stimolanti per un architetto da progettare."

Window as a place, p. 43

Disegno di Valentina Blancardi

Lù Chatarme transformation, Deschenaux Follonier, Arolla, 2019

"La finestra abitata è il passaggio più naturale tra interno ed esterno e permette, in quanto tale, di vivere sia l’uno che l’altro in maniera privata, sfruttando l’evocazione poetica della luce naturale dall’interno della propria abitazione. Riferendosi alle parole del maestro Kahn “negli interni, ciò che è meraviglioso è l’atmosfera che la luce conferisce allo spazio."

Window as a place, p. 43

Disegno di Valentina Blancardi

Student Housing Somerville College, Niall McLaughlin Architects, Oxford, 2011

"Lo spessore del bow-window accoglie l’arredo, dando continuità tra dentro e fuori. All’interno, ogni studente ha la possibilità di rendere lo spazio assolutamente unico e personale, in funzione degli oggetti utilizzati e delle qualità attribuite."

Window as a place, p. 93

Disegno di Valentina Blancardi

Mädcheninternat Kloster Disentis, Gion A. Caminada, Disentis, 2004

"In questo caso, l’abitabilità della finestra può essere percepita anche dall’esterno dell’edificio: la rientranza specifica di ogni apertura determina a sua volta una sporgenza della finestra adiacente, che a sua volta genera all’interno la formazione di una nicchia da abitare."

Window as a place, p. 101

Disegno di Valentina Blancardi

Hotel Palace, Onsitestudio + Piovenefabi, Bruxelles, 2018

"Questo è un esempio di finestra abitata estremamente legata alla sua caratteristica sociale: l’utente si trova in estremo contatto con la città circostante e con la socialità che essa prevede. Trattandosi di un edificio adibito ad albergo, le stanze vengono abitate dalla stessa persona in genere solo per pochi giorni; il significato comunitario si percepisce quindi anche dal continuo ricambio delle figure che hanno l’opportunità di abitare tali finestre. "

Window as a place, p. 105

CONCLUSIONI

"Diventa implicito domandarsi, date le innumerevoli qualità che possiede la finestra (la collocazione strategica, il continuo rapporto con il contesto, la fonte di luce naturale che la pervade costantemente, il valore sociale, le proprietà contemplative), perché tali caratteristiche non possano essere sfruttate a tal punto da creare intorno alla finestra stessa uno spazio abitativo nuovo. Un luogo di sosta dove poter soddisfare qual si voglia attività statica, meditativa, intima o comunitaria, in costante rapporto con l'esterno, vivendo così il "limite" come uno dei luoghi più pregevoli all'interno delle mura domestiche, vivendo la finestra come un vero e proprio luogo."

Window as a place, p. 107

BIBLIOGRAFIA

Bruno Melotto, Orsina Simona Pierini, Housing Primer (Maggioli Editore, 2012)
Christian Norberg-Schulz, Jan George Digerud, and Louis I. Kahn, Louis I. Kahn: Idea e immagine (Officina Edizioni, 1980)
Eleonora Salsa, La dimensione del comfort urbano (Maggioli Editore, 2015)
Francesco Cacciatore, The wall as living place (Lettera ventidue, 2016)
Giannino Cusano, La finestra e la comunicazione architettonica (Dedalo, 1979)
Louis I. Kahn, Maria Bonaiti, Architettura è Louis I. Kahn, gli scritti (Electa, 2002)
Ludovico Maria Fusco, Viviana Saitto, Lo spazio della soglia (Edizioni Scientifiche Italiane, 2016)
Matteo Pericoli, Finestre sull'altrove. 60 vedute per 60 rifugiati (Il Saggiatore, 2021)
Peter Zumthor, Atmosfere. Ambienti architettonici. Le cose che ci circondano (Mondadori Electa, 2008)
Rem Koolhaas, Elements of Architecture (Taschen, 2018)
Yoshiharu Tsukamoto, Fuminori Nousaku, and Chie Konno, WindowScape (Film Art, 2019)

Tesi di Valentina Bancardi
Relatore Prof. Umberto Maj
Correlatori Arch. Cesare Galligani e Arch. Ylenia Rose Testore
POLITECNICO DI MILANO
A.A. 2020/2021