CSR
2024.11
Casa Cisore. Un rifugio ritrovato
Cisore, IT
Casa Alpina
102mq

Nascosto tra le pieghe della Alpi, nella quiete della borgata storica di Cisore, il progetto di recupero ha restituito vita e memoria a una casa che racconta secoli di storia. Siamo nell'altro Piemonte, a un passo da Domodossola, immersi in un paesaggio che sembra rubato a una tela: montagne che sussurrano antiche storie di confine tra Italia e Svizzera, influenze che mescolano l'essenzialità walser della Val Formazza con le pennellate vibranti dei pittori della Valle Vigezzo.

È un luogo che si raggiunge (anche) camminando: un viaggio che parte da Milano, dove il cliente risiede, attraversa il tempo con un treno che arriva a Domodossola e si conclude con una passeggiata su una vecchia mulattiera, conducendo a Cisore, un paradiso tanto remoto quanto accessibile.

La casa al centro del nostro intervento custodisce ricordi di famiglia: dimora dei nonni del cliente, aveva giaciuto in abbandono per oltre vent'anni. I suoi tratti distintivi, però, erano ancora vivi, e il progetto ha scelto di rispettarli, conservarli e valorizzarli, come fossero reliquie di un tempo passato.

La sfida maggiore è stata la spazialità. La casa originale era buia, fredda, composta da ambienti isolati, come spesso accadeva nelle antiche abitazioni di montagna.

La nostra visione, invece, ha puntato a portare luce e apertura, a creare profondità e connessione tra gli spazi. Aperture strategiche e soluzioni architettoniche mirate hanno permesso alla luce di invadere ogni angolo, creando un dialogo tra l'interno e l'esterno.

Abbiamo deciso di dedicare più spazio alla scala, ripida e imponente, un elemento centrale che conduce al piano delle camere e conserva il suo carattere deciso.

Se non avessimo aperto i portali, sarebbe rimasta incastonata tra due muri. Invece, queste aperture – create per portare luce e profondità negli spazi, collegando salotto e cucina – hanno trasformato la scala in protagonista, un elemento centrale del discorso architettonico.

La cucina e il suo camino monumentale, cuore pulsante della casa, si trasformeranno in un accogliente salotto, un luogo di conversazione e di cene tra amici.

Ogni dettaglio – dai pavimenti e soffitti in larice, noce e castagno alla patina del tempo che avvolge ogni superficie – è stato trattato con cura artigianale. Le travi annerite dalla fuliggine o imbiancate di tinta di calce nei secoli tornano a respirare, sabbiate e levigate a mano da mani esperte.

Il rosso della resina pompeiana, accompagnato dagli scuri elementi in ferro quali i corrimano della scala e le putrelle a sorreggere le murature laddove sono stati aperti i portali, è stato un po' il fil rouge a sottolineare gli interventi contemporanei, espliciti.

Parlando del piano di sopra, la zona notte, in linea con la contrapposizione fra tradizione e uso odierno, la casa disponeva solo di un classico piccolo servizio esterno.
Ci siamo dunque trovati a dover ricavare lo spazio per poter inserire un bagno, minuto ma completo.

Ed ecco che anche il bagno è rosso/bordeaux, come l'intero pavimento del nuovo unico ambiente del piano terra.

L'anima del tetto si lascia intravedere attraverso una botola in vetro, che dà accesso al sottotetto e che al tempo stesso trasforma lo scenografico tetto in piode in una lanterna per la cameretta. Ogni oggetto, quadro, o fotografia rinvenuta all'interno della casa ha ispirato il progetto, trasformando la memoria in architettura.

Il tetto in piode di beola, un capolavoro di tradizione centenaria, è stato anch'esso recuperato, mantenendo intatta la sua imponenza. Tanto duro fuori, solido e pesante, in pietra locale, dentro nasconde un cuore accogliente in legno, che può diventare una frasca cameretta, per le calde estati, o uno spazio del gioco.

Arrivando infine allo spazio esterno, si è cercato di intervenire in modo del tutto naturale, nel rispetto del borgo storico.

Pietra, intonaci di calce naturale e una bella vigna di uva Americana, integrata con quella incredibilmente sopravvissuta all'abbandono (e al cantiere), incorniciano il contesto.

Un ulivo e dei gelsomini, insieme a ciuffi selvaggi ed erbe aromatiche sparsi qua e là, cingono il bellissimo tavolo in pietra che torna finalmente ad accogliere colazioni e cene estive.

Grazie all'ombra salvifica della vigna, anche i pranzi trovano un rifugio piacevole e fresco all'esterno.

Cisore oggi non è solo una casa restaurata: è un luogo che respira memoria e guarda ad un nuovo presente, una testimonianza viva di com l'architettura possa custodire l'anima di un luogo e delle persone che lo hanno vissuto. Un rifugio luminoso e accogliente, dove tradizione e innovazione si incontrano per raccontare una nuova storia.

CREDITI

 

Cliente: Privato 

Tipologia: Casa alpina

Luogo: Borgata Cisore, Domodossola. Italia

Anno: 2024.11

Mq: 102

Progetto architettonico: ATOMAA 

Gruppo di progettazione: Andrea Del Pedro Pera, Umberto Maj, Cesare Galligani, Samantha Furlotti, Sofia Badessi, Giulia Barilli

Impresa: Alberto Giozza

Falegname: Cappellini Cucine, Roncoroni

Fotografia: Alberto Strada

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