2024.11
Abitando – Una Casa di Fiamme Cremisi
Abitando
Milano

Una delle cose che a noi dà più gioia in assoluto nella vita è il colore. Il colore puro, indipendentemente dall’oggetto o dal materiale che se lo porta addosso, e la sua giustapposizione—voluta o casuale, azzeccata o stridente—con altri colori, che immediatamente crea un universo visivo con una sua unicità, dentro il quale immergersi. Abbiamo a che fare con il colore nel nostro lavoro, ma questa piccola fissazione ci segue anche nel tempo libero.

Spesso ci sorprendiamo a soffermarci senza motivo, per un tempo comicamente lungo, davanti a combinazioni di colori particolarmente appariscenti: ci succede come bambini davanti agli scaffali di matite e pennarelli nei negozi, guardando un bel poster per strada, o cercando di accordarci sul fatto che l’auto parcheggiata davanti a noi sia “carta da zucchero” o “grigia con una punta di blu”.​

Ogni volta che ci guardiamo intorno nella nostra nuova casa, oltre ad essere grati a Fabio, Cesare, Andrea, Umberto e al loro team per averla progettata accogliente, funzionale, generosa negli spazi e varia nelle prospettive, siamo felici perché insieme abbiamo creato uno spazio dove il colore è preso come una cosa seria. Ogni elemento di questa casa ha la sua identità cromatica, e quasi sempre la esprime con intensa semplicità tramite un colore piatto: il verde di porte e armadi, il blu del bagno ospiti, i grigi delle pareti del blocco servizi, il viola scuro della pavimentazione in resina nella zona notte.

Tre elementi fanno eccezione in questo senso. Il pilastro centrale in cemento armato, che una volta liberato per la prima volta in tutta la sua bellezza ha rivelato, come in una piccola operazione archeologica, iscrizioni di cantiere fatte a matita dagli operai nel 1966, che ci siamo ben guardati dal cancellare. Il pavimento a cementine della zona giorno, che nonostante sia figlio di una tecnica innovativa riflette il nostro amore per una certa tradizionale “milanesità” (che ritorna in vari altri dettagli): davanti alla necessità di scegliere una combinazione di 3 colori, per tutti noi è stato immediato pensare al giallo-nero-bianco del linoleum di Gio Ponti.

Il terzo elemento che sfugge alla logica del colore piatto è il grande protagonista della zona giorno, il totem rivestito dell’impiallacciato firmato da Ettore Sottsass. In questa colonna magica il progetto trova il suo culmine, tra geometrie minimali ma pronte a trasformarsi, spazi e aperture inaspettate e, naturalmente, un rosso intenso e vitale.

L’abbiamo riempita di tante cose che ci sono care, in un disordine voluto che mostra un piccolo universo ogni volta che una delle molte ante del totem viene aperta. Ogni giorno le diamo una forma diversa e alla sera, quando il suo interno specchiato riflette la luce arancione della nostra lampada anni settanta, sembra quasi di avere un caminetto acceso in casa, in posizione simbolica e baricentrica come forse avrebbe fatto Wright.

Con ATOMAA e Fabio il gioco del progettare, che conosciamo bene e che ci siamo divertiti per una volta a vivere dal lato del committente, ci ha regalato una casa che sin dalla prima notte ci è sembrata come il vestito più comodo che abbiamo mai indossato, e che ogni giorno ci sorprende con una diversa declinazione della sua bellezza—che ci rappresenta profondamente, in un modo che non avremmo mai potuto immaginare. ​

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